Dumas: Masaniello e la rivolta

Uno dei primi racconti a venire alla luce, dopo assidui e gratificanti scavi tra i numeri ingialliti dal tempo de L’Indipendente, è la vicenda di un pescatore che divenne re.

Un re contro ogni presagio, un re che non voleva esserlo, un re cosciente del proprio tragico destino. La penna di Dumas si inserisce, delicata e implacabile, nella storia di Napoli; ne cattura la tradizione, ne traccia le strade e immortala i luoghi della vicenda che, nel Seicento, ispirò l’intera Europa.

Una storia che attraversa i secoli, una storia che ancora ha ragione di un popolo, Dumas restituisce a Masaniello quell’universalità propria delle grandi tragedie storiche.

La rivolta contro le imposte del vicerè spagnolo viene così ad assumere una forma senza tempo; la solidarietà popolare e l’ordine impensabile che si fanno spazio nella Napoli seicentesca costituiscono un appello il cui eco riecheggia tuttora. Dumas non omette nulla, riporta ogni istante, quasi fosse un accorato testimone dei fatti narrati, racconta di come il potere consumi l’uomo, di come si insinui nel suo animo, del patto col diavolo cui è costretto ogni capitano.

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